CIAO AMORE, CIAO Tenco e Dalida tra musica e amore

10 Febbraio ore 21:00
11 Febbraio ore 21:00

Per cause non imputabili alla nostra volontà siamo costretti ad annullare lo spettacolo CIAO AMORE CIAO previsto per questo fine settimana.

I BIGLIETTI ACQUISTATI POSSONO ESSERE RIMBORSATI NEI PUNTI VENDITA IN CUI SONO STATI ACQUISTATI ENTRO IL 29 FEBBRAIO 2012

FLORENCE CITY MUSICAL
Associazione Culturale MediterrArea

 

Su musiche di Luigi Tenco

Da un'idea di Luca Notari

Con Luca Notari e Stefania Fratepietro

Scritto e diretto da Piero Di Blasio

 

1967. Due vite legate da una canzone e forse da qualcosa di più. L’ultimo anno di vita di Luigi Tenco. Il rapporto con Dalidà, le case discografiche e il pubblico italiano, “inconsapevole colpevole” della morte del grande cantautore italiano, strappato troppo presto all’amore e alla musica.“Ciao amore, ciao”, una dichiarazione, ancora prima che una canzone.

Una canzone mai realmente cantata.Un amore troppo chiacchierato e poco vissuto.
Uno sparo.
Comincia così lo spettacolo
“Ciao amore, ciao”.Dalla fine, ma senza analizzarla. Non è un’arringa sulle cause della morte di Luigi Tenco. Non è un’apologia del cantautore scomparso e, tantomeno, non è un recital.È un musical a tutti gli effetti. Anche se preferisco chiamarlo “prosa con musiche”. La parola è fondamentale in questo spettacolo, anche perché, molto spesso, le parole sono mutuate dallo stesso Tenco. Parole profonde e dirette che lasciano poco spazio all’interpretazione. Certamente la musica non fa da contorno, anzi. Come nella migliore tradizione del musical anglosassone, la colonna sonora dello spettacolo, eseguita dal vivo e interamente composta di canzoni del cantautore ligure, non solo descrive le varie scene, ma ne porta avanti la narrazione, ci racconta una storia d’amore.E si, perché con questo spettacolo vogliamo raccontare una storia d’amore. E non ci importa se gli amanti si chiamano Tenco e Dalida.
Quello che ci interessa è come si conoscono, come si scoprono, come si amano e come, alla fine, si lasciano.

La spettacolo rievoca una vicenda reale.

Ma badate bene che ho detto “rievoca”, non ripropone o rappresenta. Infatti con questo spettacolo vogliamo tratteggiare gli aspetti più importanti di due grandi personaggi, ma non farne una copia conforme che potrebbe risultare pedissequa e priva di idee.

Noi rappresentiamo l’essenza dei personaggi, non i personaggi stessi.

Anche per questo motivo, la maggior parte dei brani dello spettacolo sono splendidamente arrangiati dal Maestro Emiliano Begni.
Come dicevo, raccontiamo una storia, scandita dai momenti salienti di quel fatidico Sanremo ’67.

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