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Il bar del teatro, gestito dalla famiglia Ballerini, i giorni
di spettacolo è aperto dalle 7.30 alle 23.30. Il venerdì e sabato dalle ore 18.00 è prevista una ricca Apericena!
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LA STORIA DEL PROGETTO DI RESTAURO
La costruzione di un teatro è un atto sociale, secondo, alla sola edificazione della casa. Archetipo dell’edificio, il teatro come luogo della rappresentazione nasce infatti in tempi antichissimi precedendo ogni altro luogo pubblico, rispondendo ad un’esigenza di aggregazione sociale e di messa in forma di un sentimento collettivo, reso possibile, appunto, attraverso la metafora della rappresentazione.
Risiede in questo il maggior fascino di questi edifici, nati per accogliere il pubblico da un lato e ospitare la rappresentazione dall’altro. Una sorta di volume bifronte collegato dalla magica soglia del sipario. Su questa linea la frenetica macchina collettiva del palcoscenico (spesso di dimensioni maggiori della sala) incontra il volume della platea, arredato, rifinito, disegnato per la confortevolezza acustica e visiva degli spettatori.
Questa sfida a Campi Bisenzio è nata nel 1999 col bando di concorso di progettazione per il restauro del Teatro Dante di proprietà dell’Accademia dei Perseveranti.
La vittoria del concorso (2000), la messa a punto delle richieste della committenza (2000-2001), la redazione del progetto in tutte le sue fasi (2001-2002), la gara (2002) e la realizzazione dell’opera (2003-2006). Molte tappe per un percorso che non è stato ovviamente privo delle sue asperità, dalle problematiche strutturali a quelle normative, attraverso le maglie di una norma dei Lavori Pubblici che non sempre tende a premiare la qualità, ma riteniamo che lo sforzo fatto sia testimoniato da un risultato qualitativamente elevato, espresso nell’attenzione alla ricerca di materiali, alla qualità acustica, tecnologica, al dettaglio, alla funzionalità globale dell’oggetto teatro.
Trattandosi di un restauro di un fabbricato che aveva subito dolorosissime trasformazioni e quindi dov’era possibile conservare soltanto la memoria della facciata storica e la dimensione volumetrica della sala, la facciata esterna costituisce la testimonianza del rinnovamento dell’edificio teatrale, appoggiandosi nell’angolo alla facciata storica, determina una continuità tra storia e presente al pari di quanto avviene nella rappresentazione del testo teatrale.
L’obiettivo era quello di realizzare un teatro lirico di dimensioni medie che potesse facilmente ospitare la prosa. Un’ambizione lecita soprattutto nella tradizione storica del teatro Dante. Questa scelta ha comportato uno studio acustico molto accurato che consente, attraverso una precisa associazione volumetrica e spaziale delle aree interne e l’uso di pannelli lignei diffondenti e pareti assorbenti, di direzionare e controllare le onde sonore; la realizzazione di una fossa orchestrale mobile che potesse al contempo diventare buca per l’orchestra, estensione della platea, ovvero del proscenio, garantendo così la configurazione musicale, la prosa e perfino le riunioni congressuali che necessitano dell’allungamento del proscenio stesso.
Il palcoscenico anch’esso è pensato per assolvere molteplici funzioni, attraverso generose dimensioni e attrezzature.
La sala, interamente in legno di faggio, è dotata di 3 ordini di palchi proprio a sottolineare la memoria storica e il forte valore dell’azionariato popolare (il palco era infatti nel teatro all’italiana spesso di proprietà dei soci del teatro stesso).
I parapetti dei palchi sono costituiti da pannelli curvi che svolgono attività di diffusione acustica.
Completano le attrezzature una sala musica, una prova ballo, una scenografia, oltre ad un’area espositiva, foyer, uffici e un capiente bar con il proprio spazio esterno, attrezzature queste che vogliono consentire la massima versatilità dell’uso di questo edificio, che potenzialmente ha le caratteristiche per essere un centro di produzione culturale e contemporaneamente principale luogo d’incontro della città di Campi Bisenzio.
Arch. Firouz Galdo
Arch. Ugo Perut
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